Pentole Agnelli e i suoi primi 110 anni

Pentole Agnelli

Se domani fosse il vostro 110° compleanno cosa vi regalereste? Io un paio di idee le avrei, ma sicuramente la prima cosa in cima alla lista sarebbe una grande festa. E una grandissima festa si è regalata la famiglia Agnelli che ha festeggiato i primi, si spera di molti, 110 anni di attività. Un’incredibile sagra di cose buone, materie prime eccellenti, prodotti del territorio, il tutto cucinato da grandi chef che anche grazie alle Pentole Agnelli si sono costruiti una carriera.

Pentole Agnelli
Una festa in fabbrica per i 110 anni delle Pentole Agnelli.

Una fabbrica in festa

Più di 20 grandi artigiani del food italiano hanno dato vita a questo grande evento sabato 21 ottobre a Lallio, sede della fabbrica delle Pentole Agnelli. A fare da cornice a questo luna park incredibile di profumi e gusto, proprio l’interno della fabbrica, tra macchinari per la produzione e cataste di pentole e tegami usciti freschi freschi dalla catena di montaggio. Una serata per far incontrare contenitore e contenuto, per portare il cibo lì dove inizia la produzione delle pentole. Tra i salumi dell’Antica Corte Pallavicina, il pane fragrante del panificio Fratelli Longoni, una sublime tartare di fassona tagliata al coltello davanti ai nostri occhi increduli dalla Macelleria Cazzamali , considerata una delle macellerie più celebri d’Italia, e il live making dei casoncelli alla bergamasca, meglio noti come Casonsei, tirati a mano dalle donne dell’Associazione El Casoncello, abbiamo seguito il percorso che le pentole fanno in fabbrica curiosando tra materiali e scaffali, tra coperchi e casseruole ancora intonse. Tra i miei stand preferiti, cioè quelli che mi hanno vista un paio di volte fare la coda davanti alla postazione, le mozzarelle di bufala filate al momento del Caseificio il Casolare di Alvignano, la pizza gourmet con farine e impasti speciali di Marco Locatelli  e l’incredibile cannolo con ricotta bio di pecora della pasticceria Cerniglia San Giuseppe Jato dove ho assaggiato un’arancina spettacolare ripiena di Vastedda del Belice DOP, formaggio dal gusto indimenticabile e presidio Slow Food. Fuochi d’artificio per il gran finale: la torta dei 110 anni, firmata da Luca Montersino.

 

Pentole Agnelli, una storia di famiglia

La prima pietra di questa fabbrica, che oggi si conferma leader nella produzione di strumenti di cottura e grande ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, è stata posata nel 1907 da Baldassarre Agnelli. Il figlio Angelo, che oggi è alla guida dell’azienda insieme a lui, ci racconta: “Per noi dietro la pentola c’è tutto. C’è il presente, c’è il futuro, ma soprattutto c’è la nostra storia. Un’azienda che è nata insieme alla ristorazione italiana”.

Diamo un po’ i numeri di queste pentole:

  • Ogni anno Agnelli produce 1 milione di pentole
  • Le pentole Agnelli sono presenti in 50 Paesi del mondo distribuiti su 5 continenti
  • Sono due i flagship store dell’azienda, uno a Roma e uno al 126 della 5th avenue di New York, nel cuore di Manhattan, uno degli indirizzi più prestigiosi del mondo. Una vetrina che unisce il buon gusto e l’eleganza tipici del nostro Paese con proposte tecniche dedicate a professionisti del settore e amanti della cucina.
  • 13 linee di pentole, che si distinguono per forme e materiali
  • 5000 sono gli chef che a oggi sono passati per il Saps, il Cooking Lab di Agnelli. E 150 i corsi formativi che vengono organizzati ogni anno.
Pentole Agnelli
La mozzarella di bufala “live” del Caseificio Il Casolare, di Alvignano

Cuochi e padelle, una storia d’amore

Pentole Agnelli ha da sempre lavorato a sostegno della cucina italiana. Del resto che cosa sarebbe una cucina senza uno strumento di cottura adeguato, che si evolva per anticipare le necessità dei professionisti della gastronomia? L’elemento che sta alla base di questi strumenti da cucina è molto semplice quanto fondamentale: l’ergonomia. Prodotti di alluminio puro, impermeabili, capaci di sopportare temperature altissime e allo stesso tempo in grado di ritrasmettere il calore in modo uniforme. Leggere, resistenti agli urti, fino ad arrivare a trattamenti antiaderenti di altissimo livello, ma facili da pulire. Senza dimenticare l’estetica, perché l’eleganza sia di casa anche in cucina.

Pentole Agnelli e Luca Montersino
L’esclusiva creazione di Luca Montersino per i 110 anni di Pentole Agnelli

#nontoccatemilapadella un manifesto a tutela della cucina italiana

Se la pentola è quella giusta, si riuscirà a trattare nel modo migliore anche il cibo che stiamo preparando, evitando shock alle materie prime e preservandone tutte le proprietà, oltre a esaltarne gusto e aroma. Come si legge nel loro manifesto #nontoccatemilapadella, per la promozione culturale e la tutela della vera cucina italiana, la padella è tutela del cibo, preservare le materie prime significa cuocerle nel rispetto della loro specificità.

Ma la padella è anche dove si celebra l’alleanza tra cuoco, cibo e fuoco. Ed è proprio partendo da questa alleanza che l’azienda ha saputo costruire un rapporto con gli chef, primi utilizzatori dei loro prodotti, e con loro dare vita a un centro di ricerca proprio nella fabbrica di Lallio, il Saps Agnelli Cooking Lab. Questo laboratorio si rivolge a chef, scuole alberghiere e centri di cottura, focalizzato sull’incontro delle diverse competenze, sulla specializzazione e sull’approfondimento degli strumenti utilizzati. È qui che il legame tra produttore e professionista si consolida e si rafforza, dando vita a una sinergia in grado di trovare soluzioni per rispondere alle diverse esigenze.

Non ci resta che augurare altri 110 di questi anni alle Pentole Agnelli, e arrivederci alla prossima pietra miliare di questa storia tutta italiana.

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